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  • È il 7 maggio del 2006.
Arsenal-Wigan.
Siamo ad Highbury, North London.
Si disputa l’ultimo match nell’ormai vecchio stadio destinato alla demolizione.
“Sarà una sensazione speciale. Quando lasceremo definitivamente lo stadio, una parte di me resterà qui dentro per sempre. So che ci devono costruire appartamenti e roba così, sarebbe stato bello poter tornare qui a sedersi e ricordare. È uno stadio magnifico, difficile trovare le parole per esprimere quel che significa per me. Quando sei sul quel campo senti su di te tutto il peso della storia: Highbury e Arsenal sono la stessa cosa. Quel che non dimenticherò mai è l’erba, la più bella erba che abbia mai pestato”.
La partita termina 4-2 per i “Gunners”.
Henry realizza una tripletta.
Al suo terzo gol, si inginocchia e bacia l’erba di Highbury.
Cala il sipario.
È l’ultimo meraviglioso spettacolo.
Per la rubrica “Innamorarsi a Londra”, “The King of Highbury”:
Monsieur Titì Henry.
@12esimo_uomo 🖋
#ilsognatoreofficial
  • È il 7 maggio del 2006. Arsenal-Wigan. Siamo ad Highbury, North London. Si disputa l’ultimo match nell’ormai vecchio stadio destinato alla demolizione. “Sarà una sensazione speciale. Quando lasceremo definitivamente lo stadio, una parte di me resterà qui dentro per sempre. So che ci devono costruire appartamenti e roba così, sarebbe stato bello poter tornare qui a sedersi e ricordare. È uno stadio magnifico, difficile trovare le parole per esprimere quel che significa per me. Quando sei sul quel campo senti su di te tutto il peso della storia: Highbury e Arsenal sono la stessa cosa. Quel che non dimenticherò mai è l’erba, la più bella erba che abbia mai pestato”. La partita termina 4-2 per i “Gunners”. Henry realizza una tripletta. Al suo terzo gol, si inginocchia e bacia l’erba di Highbury. Cala il sipario. È l’ultimo meraviglioso spettacolo. Per la rubrica “Innamorarsi a Londra”, “The King of Highbury”: Monsieur Titì Henry. @12esimo_uomo 🖋 #ilsognatoreofficial
  • 341 0 4 months ago
  • Saper essere decisivo nel momento giusto.
Lucas Moura non è un titolare del Totthenam. Non avrebbe giocato se Harry Kane fosse stato arruolabile.
Ma questo a Lucas non importa, Lucas ha voglia di giocare, di spaccare il mondo, di far veder di che pasta è fatto. Lucas vuole essere protagonista.
Velocità impressionante, scatti assurdi, nessuno riesce a stargli dietro per tutti i novanta minuti.
Una tripletta pazzesca, con l’ultima rete arrivata all’ultimo respiro, come è proprio nella sua filosofia, un pensiero di vita nel quale la parola “mollare” è stata estirpata dal vocabolario.
La serata di Lucas è finalmente arrivata. Ma non è giunta per caso. Lucas se l’è sudata, se l’è guadagnata.
E ora se la vuole godere fino all’ultima goccia, insieme a tutta la sua gente che porterà per sempre nel cuore questa tripletta leggendaria.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • Saper essere decisivo nel momento giusto. Lucas Moura non è un titolare del Totthenam. Non avrebbe giocato se Harry Kane fosse stato arruolabile. Ma questo a Lucas non importa, Lucas ha voglia di giocare, di spaccare il mondo, di far veder di che pasta è fatto. Lucas vuole essere protagonista. Velocità impressionante, scatti assurdi, nessuno riesce a stargli dietro per tutti i novanta minuti. Una tripletta pazzesca, con l’ultima rete arrivata all’ultimo respiro, come è proprio nella sua filosofia, un pensiero di vita nel quale la parola “mollare” è stata estirpata dal vocabolario. La serata di Lucas è finalmente arrivata. Ma non è giunta per caso. Lucas se l’è sudata, se l’è guadagnata. E ora se la vuole godere fino all’ultima goccia, insieme a tutta la sua gente che porterà per sempre nel cuore questa tripletta leggendaria. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 448 0 4 months ago
  • Cos’è il calcio in fondo?
Impossibile spiegarlo con un semplice aggettivo. A volte sa essere spietato, sa farti sprofondare più giù del fango che calpesti per novanta minuti. A volte invece è capace di metterti le ali ai piedi, ti riempie di adrenalina, ti dona la gloria. 
A volte sa fare anche entrambe le cose; proprio come stasera. 
Il Liverpool era come mosso da una forza superiore, e non solo perché ha giocato una delle migliori partite della stagione, ma perché il trasporto, l’emozione, la forza d’animo che ha rigettato su quel pallone stellato, sono state capaci di ribaltare una qualificazione sulla carta ormai impossibile.
Sorride sotto i baffi il Dio del calcio, davanti ai numeri e alle statistiche che ci propinano i giornalisti. 
Infondo è per questo che amiamo il calcio, perché chiunque ha la possibilità di fare la differenza nel suo piccolo, anche se le probabilità sono minime. 
Stasera abbiamo assistito a una rivelazione: la concretizzazione di tutti i valori positivi che il calcio possa trasmettere alla gente. Una forza ultraterrena si è impossessata per l’ennesima volta di uno stadio dove tutto è possibile.
Ad Anfield cinquanta mila cuori insieme hanno sperato e spinto quel maledetto pallone per quattro volte in rete, fino a quando, a fine partita, con immensa solennità e commozione, questi cuori si sono sciolti in un canto di gloria. “You’ll never walk alone”. Una promessa, una maledizione, una preghiera.
@daveferraro_ 🖋
#ilsognatoreofficial
  • Cos’è il calcio in fondo? Impossibile spiegarlo con un semplice aggettivo. A volte sa essere spietato, sa farti sprofondare più giù del fango che calpesti per novanta minuti. A volte invece è capace di metterti le ali ai piedi, ti riempie di adrenalina, ti dona la gloria. A volte sa fare anche entrambe le cose; proprio come stasera. Il Liverpool era come mosso da una forza superiore, e non solo perché ha giocato una delle migliori partite della stagione, ma perché il trasporto, l’emozione, la forza d’animo che ha rigettato su quel pallone stellato, sono state capaci di ribaltare una qualificazione sulla carta ormai impossibile. Sorride sotto i baffi il Dio del calcio, davanti ai numeri e alle statistiche che ci propinano i giornalisti. Infondo è per questo che amiamo il calcio, perché chiunque ha la possibilità di fare la differenza nel suo piccolo, anche se le probabilità sono minime. Stasera abbiamo assistito a una rivelazione: la concretizzazione di tutti i valori positivi che il calcio possa trasmettere alla gente. Una forza ultraterrena si è impossessata per l’ennesima volta di uno stadio dove tutto è possibile. Ad Anfield cinquanta mila cuori insieme hanno sperato e spinto quel maledetto pallone per quattro volte in rete, fino a quando, a fine partita, con immensa solennità e commozione, questi cuori si sono sciolti in un canto di gloria. “You’ll never walk alone”. Una promessa, una maledizione, una preghiera. @daveferraro_ 🖋 #ilsognatoreofficial
  • 394 0 4 months ago
  • "Non c'è niente di meglio che entrare in uno stadio e sentire la gente che urla il tuo nome: è quello che ho sentito in questo club.
Grazie a tutti, questa è la mia famiglia sono stati anni meravigliosi nei quali sono cresciuto tantissimo come calciatore e come uomo. Abbiamo vissuto momenti splendidi e altri meno belli, ma l'Atletico sarà per sempre nel mio cuore.
Ho preso una decisione e so quanto è stato complicato. Resterò un tifoso dell'Atletico, questo club è stato la mia vita”.
Prima che giocatore, uomo vero.
Prima che difensore, capitano carismatico.
Trascinatore, leader, esempio per tutti.
Diego Godin, por siempre corazon colchonero.
  • "Non c'è niente di meglio che entrare in uno stadio e sentire la gente che urla il tuo nome: è quello che ho sentito in questo club. Grazie a tutti, questa è la mia famiglia sono stati anni meravigliosi nei quali sono cresciuto tantissimo come calciatore e come uomo. Abbiamo vissuto momenti splendidi e altri meno belli, ma l'Atletico sarà per sempre nel mio cuore. Ho preso una decisione e so quanto è stato complicato. Resterò un tifoso dell'Atletico, questo club è stato la mia vita”. Prima che giocatore, uomo vero. Prima che difensore, capitano carismatico. Trascinatore, leader, esempio per tutti. Diego Godin, por siempre corazon colchonero.
  • 243 0 4 months ago
  • Chi se non lui, il capitano. Un missile terra-aria sparato da 30 metri che si spegne sotto al sette. Lui, che è un difensore.
Kompany, da vero leader, prende per mano i suoi e risolve una partita complicata, tenendo più viva ed emozionante che mai la lotta per lo scudetto. La Premier League si deciderà solo all’ultima giornata!🔥
  • Chi se non lui, il capitano. Un missile terra-aria sparato da 30 metri che si spegne sotto al sette. Lui, che è un difensore. Kompany, da vero leader, prende per mano i suoi e risolve una partita complicata, tenendo più viva ed emozionante che mai la lotta per lo scudetto. La Premier League si deciderà solo all’ultima giornata!🔥
  • 336 0 4 months ago
  • Nel momento più difficile, il giocatore più criticato. Una serpentina poetica conclusa con un sinistro letale. Carpe diem Suso!
  • Nel momento più difficile, il giocatore più criticato. Una serpentina poetica conclusa con un sinistro letale. Carpe diem Suso!
  • 388 0 4 months ago
  • “Io ritornai da la santissima onda 
rifatto sì come piante novelle 
rinnovellate di novella fronda, 
puro e disposto a salire alle stelle.”
[Dante Alighieri, La Divina Commedia - Purgatorio Canto XXXIII]
Dall’inferno al paradiso, dopo otto lunghi anni di purgatorio.
Una punizione severa vissuta con estremo dolore da una città intera, che finalmente può riversare la propria frustrazione in un urlo di gioia che sa tanto di liberazione.
Un’assenza lunga, lunghissima, a tratti straziante e pungente.
Ma finalmente, dopo anni di fallimenti, ecco la svolta.
Il sogno che si avvera.
Una cavalcata imperiosa, che ha permesso ai biancoblu di tornare ad abbracciare la cara e amata Serie A.
Una squadra giovane e matura, ambiziosa e affamata.
Un gruppo unito, affiatato, capace di remare insieme verso un obbiettivo comune.
Un percorso di redenzione che ha portato i ragazzi bresciani a diventare uomini nuovi, maturi e consapevoli della propria forza, pronti a dare battaglia e spettacolo nella massima serie.
Un nuovo ciclo che può aprirsi, una piacevole speranza che si augura tutta la città biancoblu e non solo.
La Serie A ha ritrovato una grande protagonista che si era persa per strada e che non ha più intenzione di allontanarsi da casa.
Già, perché la Leonessa è finalmente tornata a ruggire e lo ha fatto con estrema potenza. 
Ed è più affamata che mai.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • “Io ritornai da la santissima onda  rifatto sì come piante novelle  rinnovellate di novella fronda,  puro e disposto a salire alle stelle.” [Dante Alighieri, La Divina Commedia - Purgatorio Canto XXXIII] Dall’inferno al paradiso, dopo otto lunghi anni di purgatorio. Una punizione severa vissuta con estremo dolore da una città intera, che finalmente può riversare la propria frustrazione in un urlo di gioia che sa tanto di liberazione. Un’assenza lunga, lunghissima, a tratti straziante e pungente. Ma finalmente, dopo anni di fallimenti, ecco la svolta. Il sogno che si avvera. Una cavalcata imperiosa, che ha permesso ai biancoblu di tornare ad abbracciare la cara e amata Serie A. Una squadra giovane e matura, ambiziosa e affamata. Un gruppo unito, affiatato, capace di remare insieme verso un obbiettivo comune. Un percorso di redenzione che ha portato i ragazzi bresciani a diventare uomini nuovi, maturi e consapevoli della propria forza, pronti a dare battaglia e spettacolo nella massima serie. Un nuovo ciclo che può aprirsi, una piacevole speranza che si augura tutta la città biancoblu e non solo. La Serie A ha ritrovato una grande protagonista che si era persa per strada e che non ha più intenzione di allontanarsi da casa. Già, perché la Leonessa è finalmente tornata a ruggire e lo ha fatto con estrema potenza. Ed è più affamata che mai. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 417 0 4 months ago
  • “Nonno, ma cosa aveva di così speciale Leo?”
Un sorriso, accompagnato da un sottile velo di nostalgia, avvolge il volto del nonno.
“Hai presente la sensazione che si prova nell’essere sicuri di raggiungere qualcosa e, nel momento esatto in cui stai per afferrarla, svanisce improvvisamente da sotto i tuoi occhi? Ecco, era proprio questo che provavano gli avversari ogni volta che lo affrontavano. Erano certi che l’avrebbero fermato, che sarebbero riusciti a togliergli quel dannato pallone, ma venivano smentiti regolarmente dalle giocate pazzesche di quel marziano”.
Il bambino ascolta a bocca aperta, affascinato dal magico racconto.
“Ma era davvero così forte?”, chiede dopo una piccola pausa.
“Probabilmente il più forte che sia mai esistito. Col primo tocco ti saltava, poi accelerava in maniera impressionante, puntava dritto la porta e non lasciava mai scampo alla difesa avversaria. Che fosse un tiro chirurgico o un passaggio visionario, il risultato era sempre e soltanto uno solo: la rete che si gonfiava e tutto lo stadio che si alzava in piedi in un boato assordante.
Ogni volta che toccava palla riusciva a sfiorarti il cuore e trasportarti in un mondo tutto suo, dove il calcio si elevava a perfezione e eternità.
Riusciva a trasformare un semplice sport in un’arte superiore, qualcosa capace di farti emozionare, ma emozionare per davvero.
Lo vedevi giocare e speravi che la partita potesse durare per sempre.
Era unico, inimitabile, incontenibile. Insomma, era il Dio del futbol.
Perché esisteva lui, e poi venivano tutti gli altri”.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • “Nonno, ma cosa aveva di così speciale Leo?” Un sorriso, accompagnato da un sottile velo di nostalgia, avvolge il volto del nonno. “Hai presente la sensazione che si prova nell’essere sicuri di raggiungere qualcosa e, nel momento esatto in cui stai per afferrarla, svanisce improvvisamente da sotto i tuoi occhi? Ecco, era proprio questo che provavano gli avversari ogni volta che lo affrontavano. Erano certi che l’avrebbero fermato, che sarebbero riusciti a togliergli quel dannato pallone, ma venivano smentiti regolarmente dalle giocate pazzesche di quel marziano”. Il bambino ascolta a bocca aperta, affascinato dal magico racconto. “Ma era davvero così forte?”, chiede dopo una piccola pausa. “Probabilmente il più forte che sia mai esistito. Col primo tocco ti saltava, poi accelerava in maniera impressionante, puntava dritto la porta e non lasciava mai scampo alla difesa avversaria. Che fosse un tiro chirurgico o un passaggio visionario, il risultato era sempre e soltanto uno solo: la rete che si gonfiava e tutto lo stadio che si alzava in piedi in un boato assordante. Ogni volta che toccava palla riusciva a sfiorarti il cuore e trasportarti in un mondo tutto suo, dove il calcio si elevava a perfezione e eternità. Riusciva a trasformare un semplice sport in un’arte superiore, qualcosa capace di farti emozionare, ma emozionare per davvero. Lo vedevi giocare e speravi che la partita potesse durare per sempre. Era unico, inimitabile, incontenibile. Insomma, era il Dio del futbol. Perché esisteva lui, e poi venivano tutti gli altri”. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 575 0 4 months ago
  • 🖋 @12esimo_uomo
Erano le 20:27 del 23 aprile 2005 e “Me at the zoo”, pubblicato da Jawed Karim, fu il primo video caricato su YouTube.
Un punto di partenza verso il futuro, dalla splendida California fino ad ogni angolo del pianeta.
Sempre il 2005, questa volta nel nostro bel paese, più precisamente ad Ascoli, segna l’inizio di un’altra importante storia protrattasi nel tempo in smisurato crescendo proprio quanto il famoso “tubo”.
Fabio ha ventidue anni, ed ha appena disputato un campionato importante in Serie B col Torino, con 7 gol in 34 partite, contribuendo alla promozione in Serie A.
Gioia ben presto smorzata dal conseguente fallimento societario, che costrinse i granata a svincolare i propri giocatori, inclusa la punta di Castellamare di Stabia.
Ad agosto, Fabio accetta la proposta dell’Ascoli, che gli garantisce un posto da titolare nella stagione 2005-2006 in massima serie.
È il 21 dicembre del 2005.
Ascoli-Treviso, stadio Cino e Lillo Del Duca.
Al decimo minuto Quagliarella riceve palla da Bjelanovic e dal limite dell’area fa partire un fendente dalla sinistra con Zancopè battuto. 1-0.
È il suo primo gol in Serie A.
Sono passati quattordici lunghissimi anni da quel giorno, in cui Fabio ha cambiato regioni, stadi, maglie e tifosi.
C’è solo una cosa che non ha mai saputo abbandonare: quel vizio innato per il gol.
E con quello di domenica contro la Lazio fanno 150.
Fabio Quagliarella è il miglior marcatore del nostro campionato tra i giocatori in attività.
Labor omnia vincit.
Segui @ilsognatoreofficial ✍🏻
  • 🖋 @12esimo_uomo Erano le 20:27 del 23 aprile 2005 e “Me at the zoo”, pubblicato da Jawed Karim, fu il primo video caricato su YouTube. Un punto di partenza verso il futuro, dalla splendida California fino ad ogni angolo del pianeta. Sempre il 2005, questa volta nel nostro bel paese, più precisamente ad Ascoli, segna l’inizio di un’altra importante storia protrattasi nel tempo in smisurato crescendo proprio quanto il famoso “tubo”. Fabio ha ventidue anni, ed ha appena disputato un campionato importante in Serie B col Torino, con 7 gol in 34 partite, contribuendo alla promozione in Serie A. Gioia ben presto smorzata dal conseguente fallimento societario, che costrinse i granata a svincolare i propri giocatori, inclusa la punta di Castellamare di Stabia. Ad agosto, Fabio accetta la proposta dell’Ascoli, che gli garantisce un posto da titolare nella stagione 2005-2006 in massima serie. È il 21 dicembre del 2005. Ascoli-Treviso, stadio Cino e Lillo Del Duca. Al decimo minuto Quagliarella riceve palla da Bjelanovic e dal limite dell’area fa partire un fendente dalla sinistra con Zancopè battuto. 1-0. È il suo primo gol in Serie A. Sono passati quattordici lunghissimi anni da quel giorno, in cui Fabio ha cambiato regioni, stadi, maglie e tifosi. C’è solo una cosa che non ha mai saputo abbandonare: quel vizio innato per il gol. E con quello di domenica contro la Lazio fanno 150. Fabio Quagliarella è il miglior marcatore del nostro campionato tra i giocatori in attività. Labor omnia vincit. Segui @ilsognatoreofficial ✍🏻
  • 315 0 4 months ago
  • A Napoli sono abituati bene.
Quando il Dio del calcio ha deciso di palesarsi per la prima volta tra gli uomini ha scelto di farlo proprio ai piedi del Vesuvio, vicino al mare.
E gli occhi di tutti i partenopei sono ancora abbagliati da quell’impareggiabile stella, così luminosa da oscurare tutte le altre.
Una divinità irraggiungibile, eterna.
Ma in questi anni, proprio nello stadio che fu del più grande dieci azzurro e non solo, si sta prendendo la scena un ragazzo belga, piccolo di statura ma gigante d’animo.
È un ragazzo umile, un grande lavoratore, professionista esemplare e sempre coi piedi per terra. Mai una parola fuori posto, mai una lamentela. Al posto della lingua ha deciso di esprimersi con i piedi, sempre, come fanno solo i veri campioni.
E domenica, con una punizione delle sue, ha siglato la rete numero 81 in Serie A con il Napoli, eguagliando proprio Diego.
Forse, anzi sicuramente, non sarà mai come Maradona, nemmeno lontanamente. Ma a Dries questo non importa. 
Lui, cuore e passione partenopea, vuole portare la squadra di cui è follemente innamorato il più in alto possibile.
Per coronare un sogno, suo e di tutta la sua gente.
E per farlo proverà a farsi dare una mano da chi quel sogno è riuscito ad avverarlo, magari salendo proprio sulle sue spalle per poter raggiungere finalmente le stelle.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • A Napoli sono abituati bene. Quando il Dio del calcio ha deciso di palesarsi per la prima volta tra gli uomini ha scelto di farlo proprio ai piedi del Vesuvio, vicino al mare. E gli occhi di tutti i partenopei sono ancora abbagliati da quell’impareggiabile stella, così luminosa da oscurare tutte le altre. Una divinità irraggiungibile, eterna. Ma in questi anni, proprio nello stadio che fu del più grande dieci azzurro e non solo, si sta prendendo la scena un ragazzo belga, piccolo di statura ma gigante d’animo. È un ragazzo umile, un grande lavoratore, professionista esemplare e sempre coi piedi per terra. Mai una parola fuori posto, mai una lamentela. Al posto della lingua ha deciso di esprimersi con i piedi, sempre, come fanno solo i veri campioni. E domenica, con una punizione delle sue, ha siglato la rete numero 81 in Serie A con il Napoli, eguagliando proprio Diego. Forse, anzi sicuramente, non sarà mai come Maradona, nemmeno lontanamente. Ma a Dries questo non importa. Lui, cuore e passione partenopea, vuole portare la squadra di cui è follemente innamorato il più in alto possibile. Per coronare un sogno, suo e di tutta la sua gente. E per farlo proverà a farsi dare una mano da chi quel sogno è riuscito ad avverarlo, magari salendo proprio sulle sue spalle per poter raggiungere finalmente le stelle. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 295 0 4 months ago
  • “Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
del doman non v’è certezza”.
[Lorenzo il Magnifico]
6 gol.
4 assist.
E se il Bologna ora è fuori dalla zona calda, il merito è anche e soprattutto suo.
Giocatore esplosivo, dinamico e sempre più determinante.
Sta crescendo a vista d’occhio, partita dopo partita.
E gioca con la spensieratezza e la libertà mentale tipica della gioventù.
Perché nel calcio, come nella vita, funziona così: oggi sei un fenomeno e domani puoi non essere nessuno.
Ma la felicità sta nel godersi i piccoli momenti di gloria e cercare di farli durare il più a lungo possibile.
Del domani non si sa, ma intanto oggi Riccardo sta facendo una stagione da urlo. E se la sta godendo tutta d’un fiato.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: del doman non v’è certezza”. [Lorenzo il Magnifico] 6 gol. 4 assist. E se il Bologna ora è fuori dalla zona calda, il merito è anche e soprattutto suo. Giocatore esplosivo, dinamico e sempre più determinante. Sta crescendo a vista d’occhio, partita dopo partita. E gioca con la spensieratezza e la libertà mentale tipica della gioventù. Perché nel calcio, come nella vita, funziona così: oggi sei un fenomeno e domani puoi non essere nessuno. Ma la felicità sta nel godersi i piccoli momenti di gloria e cercare di farli durare il più a lungo possibile. Del domani non si sa, ma intanto oggi Riccardo sta facendo una stagione da urlo. E se la sta godendo tutta d’un fiato. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 561 0 4 months ago
  • A te.
A te che ci sei sempre stato.
Che quando venivo a citofonarti per fare due palleggi non mi hai mai detto di no.
A te che scendevi col sole, con la pioggia, con la neve.
Portavi con te una sola felpa, perché già sapevi che l’altra l’avevo io, e così creavamo il nostro stadio preferito.
Sognavamo insieme di realizzare gol pazzeschi, di far tremare uno stadio intero, di entrare per sempre nella leggenda.
Sognavamo il Bernabeu, San Siro, il Teatro dei Sogni.
E un giorno eravamo Totti contro Buffon, quello dopo Kakà contro Abbondanzieri e quello dopo ancora Del Piero contro Van der Saar.
Quante sfide che abbiamo fatto, quante vittorie e quante sconfitte.
E quante litigate, per una spallata di troppo, per un gol “inventato”, o per qualsiasi altra stupida scusa. Tornavamo ognuno a casa propria quasi senza guardarci, non una parola e con i musi lunghi. Ma il giorno dopo passava tutto, bastava una citofonata ed eravamo di nuovo a divertirci insieme.
E quante sgridate prese dai vicini, stufi di sentire il rumore del pallone che rimbalzava nel cortile. 
E quante risate nel prenderli in giro di nascosto.
Quante chiamate senza risposta dei nostri genitori preoccupati perché era già sera e non eravamo ancora tornati.
A te che ora non ti vedo più così spesso.
Siamo cresciuti e il pallone ha lascito posto ai libri, il parchetto alla scrivania.
Ma ogni tanto mi capita di fermarmi, chiudere gli occhi e ripensare ancora a quei magici momenti trascorsi insieme.
Perché con te ho sognato, ma sognato per davvero.
A te che sei sempre stato il mio compagno d’avventure.
A te che mi hai fatto crescere.
A te che mi hai regalato alcuni dei ricordi più belli ed emozionanti della mia infanzia.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • A te. A te che ci sei sempre stato. Che quando venivo a citofonarti per fare due palleggi non mi hai mai detto di no. A te che scendevi col sole, con la pioggia, con la neve. Portavi con te una sola felpa, perché già sapevi che l’altra l’avevo io, e così creavamo il nostro stadio preferito. Sognavamo insieme di realizzare gol pazzeschi, di far tremare uno stadio intero, di entrare per sempre nella leggenda. Sognavamo il Bernabeu, San Siro, il Teatro dei Sogni. E un giorno eravamo Totti contro Buffon, quello dopo Kakà contro Abbondanzieri e quello dopo ancora Del Piero contro Van der Saar. Quante sfide che abbiamo fatto, quante vittorie e quante sconfitte. E quante litigate, per una spallata di troppo, per un gol “inventato”, o per qualsiasi altra stupida scusa. Tornavamo ognuno a casa propria quasi senza guardarci, non una parola e con i musi lunghi. Ma il giorno dopo passava tutto, bastava una citofonata ed eravamo di nuovo a divertirci insieme. E quante sgridate prese dai vicini, stufi di sentire il rumore del pallone che rimbalzava nel cortile. E quante risate nel prenderli in giro di nascosto. Quante chiamate senza risposta dei nostri genitori preoccupati perché era già sera e non eravamo ancora tornati. A te che ora non ti vedo più così spesso. Siamo cresciuti e il pallone ha lascito posto ai libri, il parchetto alla scrivania. Ma ogni tanto mi capita di fermarmi, chiudere gli occhi e ripensare ancora a quei magici momenti trascorsi insieme. Perché con te ho sognato, ma sognato per davvero. A te che sei sempre stato il mio compagno d’avventure. A te che mi hai fatto crescere. A te che mi hai regalato alcuni dei ricordi più belli ed emozionanti della mia infanzia. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 444 0 4 months ago
  • “Vederti giocare è pura poesia.
Ieri sera doveva essere la notte della sfida tra Piatek e Immobile.
Ma la scena, caro Tucu, te la sei presa tutta te.
Accelerazioni spacca-difesa, dribbling funambolici e assist spettacolari.
E poi quel tocco delicato e chirurgico, un esterno preciso sotto le gambe del portiere in uscita.
Che classe, che giocatore.
E non è la prima volta che mi innamoro di come giochi.
In ogni partita i miei occhi seguono ogni tuo movimento in campo e rimangono affascinati dalla tua grazia e leggerezza.
Su quel prato verde danzi, e con te fai ballare compagni e avversari.
Vederti giocare è sempre una festa.
Con quel tuo sorriso sempre stampato sul viso e quell’espressione da perenne ragazzino.
I movimenti tra le linee sono il tuo punto di forza e, ogni volta che prendi palla sulla trequarti avversaria, sono sempre dolori per gli avversari.
Maestro nel dribbling, punti il diretto avversario e lo salti con una facilità che lascia tutti senza parole.
Quella tua cadenza, quel tuo tipico passo insofferente, capace di trasformarsi improvvisamente in un’accelerazione devastante.
Follia e intuito, tecnica e rapidità, leggerezza e consapevolezza.
Purtroppo però, anche tu non sei perfetto e hai il tuo piccolo punto debole.
Costanza. Quella costanza che ti fa sparire ogni tanto dal match, e che purtroppo in carriera, ti ha fatto sparire per tante partite di fila.
Finalmente, sotto la guida del mister Inzaghi in questa nuova avventura azzurra sembri aver trovato la chiave giusta per poter cancellare anche questa tua piccola, ma letale debolezza.
Perché Tucu, se penso a cosa potresti diventare e quali emozioni potresti regalare a questo sport...
Perché non voglio smettere mai di aspettare la tua prossima giocata capace di lasciarmi a bocca aperta, per poi vederti correre sotto la curva, con le braccia aperte e il sorriso di chi si diverte davvero.
Per sempre ragazzino, ma con la consapevolezza di un grande uomo.
El Tucu Correa, il poeta della trequarti.”
Lettera a Joaquin Correa, di @ilsognatoreofficial.
  • “Vederti giocare è pura poesia. Ieri sera doveva essere la notte della sfida tra Piatek e Immobile. Ma la scena, caro Tucu, te la sei presa tutta te. Accelerazioni spacca-difesa, dribbling funambolici e assist spettacolari. E poi quel tocco delicato e chirurgico, un esterno preciso sotto le gambe del portiere in uscita. Che classe, che giocatore. E non è la prima volta che mi innamoro di come giochi. In ogni partita i miei occhi seguono ogni tuo movimento in campo e rimangono affascinati dalla tua grazia e leggerezza. Su quel prato verde danzi, e con te fai ballare compagni e avversari. Vederti giocare è sempre una festa. Con quel tuo sorriso sempre stampato sul viso e quell’espressione da perenne ragazzino. I movimenti tra le linee sono il tuo punto di forza e, ogni volta che prendi palla sulla trequarti avversaria, sono sempre dolori per gli avversari. Maestro nel dribbling, punti il diretto avversario e lo salti con una facilità che lascia tutti senza parole. Quella tua cadenza, quel tuo tipico passo insofferente, capace di trasformarsi improvvisamente in un’accelerazione devastante. Follia e intuito, tecnica e rapidità, leggerezza e consapevolezza. Purtroppo però, anche tu non sei perfetto e hai il tuo piccolo punto debole. Costanza. Quella costanza che ti fa sparire ogni tanto dal match, e che purtroppo in carriera, ti ha fatto sparire per tante partite di fila. Finalmente, sotto la guida del mister Inzaghi in questa nuova avventura azzurra sembri aver trovato la chiave giusta per poter cancellare anche questa tua piccola, ma letale debolezza. Perché Tucu, se penso a cosa potresti diventare e quali emozioni potresti regalare a questo sport... Perché non voglio smettere mai di aspettare la tua prossima giocata capace di lasciarmi a bocca aperta, per poi vederti correre sotto la curva, con le braccia aperte e il sorriso di chi si diverte davvero. Per sempre ragazzino, ma con la consapevolezza di un grande uomo. El Tucu Correa, il poeta della trequarti.” Lettera a Joaquin Correa, di @ilsognatoreofficial.
  • 345 0 4 months ago
  • Essere primi è una questione di secondi.
7.69 per l’esattezza.
Neanche il tempo di far partire il cronometro e Shane Long deposita il pallone in rete con uno splendido pallonetto, riscrivendo la storia della Premier League.
“That didn’t take Long!”, letteralmente “non ci è voluto molto!”, è il coro che si alza dagli spalti.
Spettacolo puro.
La magia del calcio inglese.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • Essere primi è una questione di secondi. 7.69 per l’esattezza. Neanche il tempo di far partire il cronometro e Shane Long deposita il pallone in rete con uno splendido pallonetto, riscrivendo la storia della Premier League. “That didn’t take Long!”, letteralmente “non ci è voluto molto!”, è il coro che si alza dagli spalti. Spettacolo puro. La magia del calcio inglese. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 356 0 4 months ago
  • Si scrive Duvan, si legge Leader.
Attaccante totale, macchina da gol e trascinatore carismatico.
Quando il gioco si fa duro, quando le reti diventano pesanti, Duvan c’è sempre.
Torna al San Paolo senza alcun timore e decide il match con il più classico dei gol dell’ex e con un assist di tacco da vero visionario.
Riesce a reggere il peso dell’attacco da solo, ma in questa stagione ha deciso di esagerare e si è caricato sulle spalle i sogni di una città intera.
La Dea sogna.
La Dea vuole continuare a stupire.
La Dea ci crede davvero. E ha trovato il guerriero perfetto per vincere la battaglia.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • Si scrive Duvan, si legge Leader. Attaccante totale, macchina da gol e trascinatore carismatico. Quando il gioco si fa duro, quando le reti diventano pesanti, Duvan c’è sempre. Torna al San Paolo senza alcun timore e decide il match con il più classico dei gol dell’ex e con un assist di tacco da vero visionario. Riesce a reggere il peso dell’attacco da solo, ma in questa stagione ha deciso di esagerare e si è caricato sulle spalle i sogni di una città intera. La Dea sogna. La Dea vuole continuare a stupire. La Dea ci crede davvero. E ha trovato il guerriero perfetto per vincere la battaglia. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 514 0 4 months ago
  • ”Molti amici d’infanzia sono morti o in galera. La maggior parte di loro si è messa a vendere droga, perchè si guadagnava parecchio. Nel mio paese mi chiamavano ”bandito”, ma nonostante tutto non mi sono mai immischiato con la droga. Io vendevo cioccolata e gelati”.
Si sa, quando si nasce nelle favelas la via più facile da percorrere, purtroppo, è quella del narcotraffico. Nonostante ciò, c’è comunque qualcuno che prova ad opporsi a questa vita di illegalità, rincorrendo un pallone e con esso un sogno di felicità. Ma purtroppo il mondo che ti circonda fa di tutto per cercare di farti sprofondare.
“Una volta ho scavalcato il recinto per andare a recuperare il pallone nel giardino del mio vicino, un narcotrafficante. Mi ha puntato una pistola alla testa. Ho avuto molta paura. Mi ha detto che se ci avesse trovato di nuovo lì avrebbe sparato a me e ai miei amici”.
Oltre alle difficoltà sociali, poi, spesso si sovrappongono anche quelle sportive, che provano in tutti i modi a tapparti le ali.
”Non riuscirei a contare sulle dita delle mani le squadre che mi hanno scartato”.
Ma nonostante ciò, Richarlison non si è mai dato per vinto e ha continuato a rincorrere il suo sogno.
Fluminense, Watford e ora Everton.
Strapotere fisico, velocità impressionante e gol a raffica.
E ieri, con una rovesciata da applausi, ha messo in ginocchio lo United regalando la vittoria ai suoi.
Il “bandito” si è finalmente ripreso la sua rivincita e ha coronato il suo sogno d’infanzia, dimostrando ancora una volta quanto il calcio non sia solo uno sport, ma anche e soprattutto una via di salvezza da una vita infelice e segnata dal dolore.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • ”Molti amici d’infanzia sono morti o in galera. La maggior parte di loro si è messa a vendere droga, perchè si guadagnava parecchio. Nel mio paese mi chiamavano ”bandito”, ma nonostante tutto non mi sono mai immischiato con la droga. Io vendevo cioccolata e gelati”. Si sa, quando si nasce nelle favelas la via più facile da percorrere, purtroppo, è quella del narcotraffico. Nonostante ciò, c’è comunque qualcuno che prova ad opporsi a questa vita di illegalità, rincorrendo un pallone e con esso un sogno di felicità. Ma purtroppo il mondo che ti circonda fa di tutto per cercare di farti sprofondare. “Una volta ho scavalcato il recinto per andare a recuperare il pallone nel giardino del mio vicino, un narcotrafficante. Mi ha puntato una pistola alla testa. Ho avuto molta paura. Mi ha detto che se ci avesse trovato di nuovo lì avrebbe sparato a me e ai miei amici”. Oltre alle difficoltà sociali, poi, spesso si sovrappongono anche quelle sportive, che provano in tutti i modi a tapparti le ali. ”Non riuscirei a contare sulle dita delle mani le squadre che mi hanno scartato”. Ma nonostante ciò, Richarlison non si è mai dato per vinto e ha continuato a rincorrere il suo sogno. Fluminense, Watford e ora Everton. Strapotere fisico, velocità impressionante e gol a raffica. E ieri, con una rovesciata da applausi, ha messo in ginocchio lo United regalando la vittoria ai suoi. Il “bandito” si è finalmente ripreso la sua rivincita e ha coronato il suo sogno d’infanzia, dimostrando ancora una volta quanto il calcio non sia solo uno sport, ma anche e soprattutto una via di salvezza da una vita infelice e segnata dal dolore. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 359 0 4 months ago
  • "Vorrei dare il premio "Man of the match" a Phil.
Sinceramente penso che se lo meriti. E' giovane ed è un giocatore fantastico.
Phil, questo premio è per te." Dopo la vittoria contro il Tottenham che regala 3 punti pesanti nella corsa alla Premier, il centrocampista del City Bernardo Silva è stato nominato "Man of the match".
Davanti ai microfoni di Sky Sports il portoghese ha però scelto di dare il premio a Phil Foden, il gioiello classe 2000 che oggi ha segnato il gol vittoria.
Bellissimo gesto di un giocatore fantastico.
#myfootballheroes
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  • "Vorrei dare il premio "Man of the match" a Phil. Sinceramente penso che se lo meriti. E' giovane ed è un giocatore fantastico. Phil, questo premio è per te." Dopo la vittoria contro il Tottenham che regala 3 punti pesanti nella corsa alla Premier, il centrocampista del City Bernardo Silva è stato nominato "Man of the match". Davanti ai microfoni di Sky Sports il portoghese ha però scelto di dare il premio a Phil Foden, il gioiello classe 2000 che oggi ha segnato il gol vittoria. Bellissimo gesto di un giocatore fantastico. #myfootballheroes • • • Segui 👇 @ilsognatoreofficial
  • 1741 0 4 months ago
  • Correva con scarpe di tre numeri più grandi, costretto da sempre ad andare più veloce della sua età. Quando non aveva ancora compiuto 10 anni, il padre morì, passandogli con uno sguardo in eredità il ruolo di capofamiglia. Ora lo porta tatuato sul fianco. "Diventerai un calciatore", gli diceva comparendo nei sogni della mamma e il calcio è diventato salvezza per lui e per i tre fratelli più piccoli, cresciuti come lui a Scampia.
Oggi, Armando è il calciatore italiano con più contrasti aerei vinti.
In Serie A è il primo per palloni intercettati, tra i migliori per tackle vinti.
E aggiungeteci anche i 4 gol realizzati in questo campionato e il sogno dell’esordio con la Nazionale realizzato lo scorso marzo.
Non a caso il Torino ha la quarta miglior difesa in Serie A dopo Juve, Inter e Napoli. I granata hanno perso una sola volta lontano dalle mura di casa in tutto il campionato, unici in Europa al fianco di Barcellona e Liverpool, semifinaliste di Champions per intenderci.
E in cinque delle ultime dieci partite fuori casa sono riusciti a mantenere la porta inviolata.
Il merito, in gran parte, va riconosciuto a questo ragazzo e al suo costante percorso di crescita che lo sta portando ad affermarsi come uno dei centrali difensivi più forti in Italia.
Cuore e orgoglio, passione e determinazione.
Signore e signori, Armando Izzo, il leone che non molla mai.
@ilsognatoreofficial 🖋
  • Correva con scarpe di tre numeri più grandi, costretto da sempre ad andare più veloce della sua età. Quando non aveva ancora compiuto 10 anni, il padre morì, passandogli con uno sguardo in eredità il ruolo di capofamiglia. Ora lo porta tatuato sul fianco. "Diventerai un calciatore", gli diceva comparendo nei sogni della mamma e il calcio è diventato salvezza per lui e per i tre fratelli più piccoli, cresciuti come lui a Scampia. Oggi, Armando è il calciatore italiano con più contrasti aerei vinti. In Serie A è il primo per palloni intercettati, tra i migliori per tackle vinti. E aggiungeteci anche i 4 gol realizzati in questo campionato e il sogno dell’esordio con la Nazionale realizzato lo scorso marzo. Non a caso il Torino ha la quarta miglior difesa in Serie A dopo Juve, Inter e Napoli. I granata hanno perso una sola volta lontano dalle mura di casa in tutto il campionato, unici in Europa al fianco di Barcellona e Liverpool, semifinaliste di Champions per intenderci. E in cinque delle ultime dieci partite fuori casa sono riusciti a mantenere la porta inviolata. Il merito, in gran parte, va riconosciuto a questo ragazzo e al suo costante percorso di crescita che lo sta portando ad affermarsi come uno dei centrali difensivi più forti in Italia. Cuore e orgoglio, passione e determinazione. Signore e signori, Armando Izzo, il leone che non molla mai. @ilsognatoreofficial 🖋
  • 647 0 4 months ago